20/11/2009

20 novembre: Giornata Mondiale dei Diritti dell'Infanzia

children.jpgIl 20 novembre del 1989 è stata approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite laConvezione dei Diritti dell'Infanzia. In Italia, la convenzione è stata approvata nel 1991 e nel 1997 è stata istituito la Commissione Parlamentare per l'Infanzia e l'Osservatorio Nazionale per l'Infanzia. La Giornata Mondiale dell'Infanzia celebra la data in cui la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia venne approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York: 20 novembre 1989. Data che coincide con un duplice anniversario: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (1789) e la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959). 

Principi Generali della Convenzione 
La Convezione non è solo una dichiarazione di principi generali ma, se ratificata, rappresenta un vero e proprio vincolo giuridico che impegna tutti gli Stati che l'hanno approvato, i quali devono uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione per far in modo che i diritti e le libertà in essa proclamati siano resi effettivi. La Convenzione Internazionale, infatti,rappresenta un codice di diritti e un programma che impegna tutti gli Stati a costruire un sistema globale di protezione e sviluppo. Proprio per l'importanza di questa Convezione è stato istituito anche un "Comitato per i diritti dell'infanzia", noto anche come Comitato dei Dieci, che ha il compito di controllare il processo di cambiamento, di sollecitare gli Stati ad illustrare i provvedimenti attuati per modificare le proprie leggi nazionali. 

Ad ogni bambino va garantito: 
1. Il diritto all'eguaglianza senza distinzione o discriminazione di razza, religione, origine o sesso 
2. Il diritto ai mezzi che consentono lo sviluppo in modo sano e normale sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale 
3. Il diritto ad un nome e ad una nazionalità 
4. Il diritto ad una alimentazione sana, alloggio e cure mediche 
5. Il diritto a cure speciali in caso di invalidità 
6. Il diritto ad amore, comprensione e protezione 
7. Il diritto all'istruzione gratuita, attività ricreative e divertimento 
8. Il diritto a soccorso immediato in caso di catastrofi 
9. Il diritto alla protezione contro qualsiasi forma di negligenza, crudeltà e sfruttamento 
10. Il diritto alla protezione contro qualsiasi tipo di discriminazione ed il diritto ad un'istruzione in uno spirito d'amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza

19/11/2009

Che fine fara la contnuazioe della Milano/Malpensa?

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Le ultime notizie dal Consiglio Comunale di Magenta riguardano la continuazione della Superstrada Milano/Malpensa e la data in cui vi sarà l'adozione del Piano del Governo del Territorio le trovate sul sito PDMagenta

17/11/2009

Acqua: non solo risorsa ma bene comune. Fermiamo la legge che la vuole privata (e cara!)

prina.jpgSono almeno due anni che va avanti il braccio di ferro tra enti locali e Governo regionale per impedire la privatizzazione della gestione e distribuzione dell'acqua. Di inizio d'anno è la sofferta vittoria dei 144 Comuni che hanno portato avanti una petizione popolare (al fine di ottenere un referendum) per fermare la legge regionale che voleva dare avvio a questa assurda scelta di privatizzazione e consegna a privati (multinazionali) di un bene insostituibile e primario quale è acqua.

I consiglieri regionali di minoranza tutta hanno sostenuto in ogni sede la battaglia dei Comuni e dei cittadini ed insieme abbiamo ottenuto - in sede regionale - quantomeno la "convivenza" del pubblico con il privato, recuperando tutto il lavoro sugli ATO (ambiti territoriale ottimale) introdotti dalla Legge Galli ed attuato dalla Provincia di Milano di Penati.

Degli scorsi giorni è però un evento che taglia la testa al toro e decapita ogni iniziativa ed ogni confronto sul piano regionale: è infatti passata in Senato la Legge Nazionale che impone la privatizzazione della gestione dell'acqua.

Sulla inadeguatezza di una legislazione che ha come perno la svendita dell'erogazione dell'acqua al privato ed il mantenimento pubblico della proprietà delle reti, dunque dei costi di manutenzione, non vi sono dubbi e non entro ora nel merito (senza contare i prevedibili rincari e speculazioni).

Quello che voglio affermare, ribadire e sostenere è il mio NO assoluto alla privatizzazione di quella che non è solo una risorsa ma è bene comune pubblico, insostituibile per la vita e quindi inalienabile diritto di ogni essere umano. Liberalizziamo la gestione economica di tutte le risorse, mai dei beni pubblici indispensabili per la vita dell'uomo. (a titolo di esempio, la città più importante dello Stato più liberista del mondo, New York, gestisce e distribuisce l'acqua in regime municipale).

A questo punto la politica regionale non è sufficiente: è necessaria una grande mobilitazione della società civile, degli enti locali per dissuadere il Governo Nazionale dallo scellerato proposito.

water2.jpgHo avuto occasione di sostenere questa tesi settimana scorsa a Bareggio (per la cui lodevole iniziativa di pubblica informazione ringrazio gli organizzatori di Agenda 21 e tutti coloro che vi hanno preso parte), sosterrò questa tesi in qualunque sede e sono disponibile ad appoggiare ogni iniziativa mirante a mantenere pubblico un servizio che è diritto inalienabile per ogni cittadino e per ogni essere umano.

Approfitto per ricordare ai cittadini che l'acqua dei nostri rubinetti è di eccellente qualità, quotidianamente controllata dagli enti preposti a garantita dalle autorità di vigilanza della salute pubblica. Beviamo l'acqua dei nostri rubinetti !

 

 

Consigliere Regionale Francesco Prina

16/11/2009

MERITOCRAZIA di ROGER ABRAVANEL

Abravanel-Meritocrazia RID.jpgGia' il titolo basterebbe per invitare alla lettura. Io lo vorrei dedicare tanto per cambiare, a tutti i dirigenti del PD giovani e non.

Alcune pillole:attuale situazione è la causa della carenza di meritocrazia in Italia. Meritocrazia per far emergere i meriti e sviluppare i talenti nel nostro paese, ricordando che l'ingrediente principale per lo sviluppo non sono le fabbriche, ma il capitale Umano. Meritocrazia significa che i migliori vanno avanti in base alla loro capacita' e ai loro sforzi,indipendentemente da ceto e famiglia di origine e sesso. I due pilastri di valori della meritocrazia sono:la piena responsabilita' e le pari opportunita'.Il rifiuto del merito porta sempre a favorire la gerontocrazia. 1 sfiducia nel merito 2 i giovani non si impegnano 3 si fa' carriera per conoscenza e anzianita' 4 si crea leadership anziana e non meritevole che crea contesto per mantenere lo status-quo.(circolo vizioso) ciao dal capo "Orecchie estese dal vento" (CAPO INDIANO)

Tutti i nodi vengono al pettine

giustizia.jpgSiamo caduti ancora una volta nella trappola del Cavaliere. Lui sfrutta, e questa volta lo fa alla grande, il malcontento nei confronti della Magistratura, per ottenere il consenso dell'opinione pubblica sulla solita legge ad personam.

Il sistema giudiziario è obiettivamente inefficace. Anzi, scandalosamente inefficace, sia perché non dà certezza della pena, sia perché non tutela le vittime. Certo, alla base ci sono carenze di organico e mancanza di mezzi, ma si deve affondare il bisturi anche sull'organizzazione e sugli orari di lavoro che caratterizzano tutto il sistema giudiziario da Nord a Sud del Paese.

Orbene, invece di riformare seriamente la giustizia, affrontando i nodi cruciali del problema, Berlusconi ci mette una pezza sdrucita, giusto per salvarsi un'ennesima volta.

Ai giudici improduttivi e arroganti, come sostenuto dal centrodestra, Lega compresa, sai quanto gliene importa se i processi si prescrivono dopo due anni!

Inoltre sarebbe importante conoscere se qualcuno, per non dire la maggioranza, si sia chiesto se per i cittadini italiani, la priorità e le cure di tutti i mali che affliggono il Paese in questo momento fosse la riforma del " Processo breve".

Questa riforma immediata e frettolosa, quindi raffazzonata e discriminatoria della giustizia non è la priorità della popolazione italiana.

Faccio presente che i cittadini che hanno problemi con la giustizia, intesi come reati inferiori ai 10 anni di pena, sono meno del 10% della popolazione, quindi il restante 90% e più non ci pensa assolutamente, ma riflette e si preoccupa su problemi reali come lo stipendio dimezzato dalla crisi o far fronte alle spese giornaliere, o ancora ai problemi di salute.

Appare evidente che questo disegno di legge, varato in tempi record, vedasi la lentezza delle altre proposte di riforma, sia stato fatto per salvare il cavaliere dai propri problemi giudiziari, che risalgono ante discesa in politica.

Su via, non prendiamoci in giro, il PDL e la Lega governano, di fatto, da quasi 8 anni, con una breve interruzione di 1 anno del governo Prodi. In questi 8 anni non si erano accorti che la giustizia in Italia non funzionava? E come mai se ne sono accorti solo adesso, dopo la bocciatura del lodo Alfano ?

Questa eventuale riforma non farebbe altro che mettere in libertà molta gente macchiatasi di reati che vanno dalla corruzione alla concussione. Sarebbe un vergognoso condono generale per favorire una sola persona, e' palese che questo provvedimento danneggerà molte parti lese nei processi, come quello Parmalat (truffa da 14 miliardi di €), Cirio, Tissen tanto per citarne alcuni, tutto questo, solo per favorire il premier.

IL ddl non cambia nulla per rendere veramente possibile la giustizia in Italia, per rendere dignitoso questo lavoro, svilito da Tribunali fatiscenti, da personale che manca o che non è preparato. etc.

Il 30/10/2009 Paolo Bonaiuti arringa gli italiani: "Il presidente Berlusconi ha detto con grande tranquillità di essere pronto ad affrontare i processi che lo vedranno impegnato, anche se questo gli porterà via del tempo dall'attività di governo".

Bene a distanza di 13 giorni, il premier per consolidare la regola, smentisce il suo fedele tribuno portavoce e via con il tribuno della riforma giudiziaria, stavolta "lodo Ghedini".

Nonostante il periodo economico più infausto del dopoguerra, questa legislatura, dalla sua nascita, si è fatta notare solo per i tentativi di leggi sul tema giustizia.

Una maggioranza di governo dedicata a risolvere i problemi di una sola persona, e non dei difficili problemi di sopravvivenza che moltissime famiglie, piccole imprese, commercianti, lavoratori precari, lavoratori a tempo indeterminato stanno vivendo.

Quando inizierà a pensare ai veri problemi ? (economia, disoccupazione, riduzione delle tasse - e non solo per gli industriali - scuola, questione morale, delinquenza dilagante, che la smetta con tutto questo vittimismo, si faccia processare come tutti i cittadini normali di questo Paese.

Mi domando se quei pochi che difendono il ddl sul processo breve siano realmente in buona fede o fingano di non vedere.

C'è da aspettarsi che tutta la "cricca" del centrodestra, Lega compresa, non mancherà certo la faccia tosta di andare in TV e dire che è una norma a favore di tutti i cittadini!!!!!

In questa circostanza non si tratta di essere di centrodestra o di centrosinistra, di avere o no cognizioni giuridiche, siamo di fronte ad un tentativo di sovvertimento dell'ordine democratico e dell'ordinamento giuridico.

E'giunto il momento in cui le poche menti liberali del centrodestra, non a libro paga , che prendano definitivamente le distanze dal premier e costituiscano un autentico movimento capace di affrontare le sfide che attendono il nostro Paese.

E'assolutamente fuorviante da parte di chi ha predisposto il testo, cercare di fare passare il messaggio di ridurre i tempi del processo penale laddove il vero scopo è quello di non celebrare due processi che riguardano il premier. Stavolta si è passato veramente il segno e paradossalmente questa circostanza può determinare il corto circuito che decreta l'inizio della fine di questa legislatura. Il fatto solo di pensare e predisporre un disegno di legge simile è indegno per un Paese civile e democratico. Ritengo che così come è il disegno di legge non passerà solo il vaglio della Corte Costituzionale, ma anche la valutazione preliminare del Capo dello Stato.

E' ora di dire basta, basta, basta!!!!!

I Democratici ed i  veri Liberali, gli Onesti  che credono nel libero mercato,nel merito e nella concorrenza vera, che credono nella moralità e nella seria coscienza sociale e politica, non possono che essere schifati da questo vergognoso andazzo della populista destra italiana.

Perché, se si vuole riformare la giustizia, non si inizia a semplificare il mastodontico apparato legislativo italiano? Cosa fa il ministro Calderoli della lega nord al riguardo?

Con questa maggioranza non si va da nessuna parte.

 

Magenta, 13/11/09                            Nino Cambria

 

 

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