FoodCamp3: “l’appetito vien…sul blog”

1911070009.jpgDopo aver ascoltato, visto ma soprattutto assaggiato l’esperienza di produttori e blogger che si sono incontrati al FoodCamp3 a Riva del Garda non posso non dire un grazie a Liborio per avermi portato ed aggiungere quei piccoli saperi e quelle grandi novità che porterò da oggi con me.

Ciò di cui si è discusso riguarda la possibilità per coloro che hanno aziende agroalimentari, che vivono con passione e responsabilità la loro professione, di poter raggiungere i clienti attraverso una certificazione che renda giustizia dell’impegno da loro profuso per ottenere prodotti finali di sicura qualità evitando altresì quei lunghi e numerosi processi di mediazione che indeboliscono tali prodotti sia dal punto di vista della concorrenza sul mercato sia dal punto di vista delle informazioni che su di essi possono essere dati.

Fare ciò non significa raggirare tutti quei processi che la legge mette a disposizione dei produttori per classificare il loro prodotti con le varie sigle: DOP, DOC, IGT ecc. ecc. ma rendere questi solo una formalità che in ogni caso va rispettata.

Vi chiederete come si può ottenere ciò? Ed è proprio a questo punto che si capisce perchè il FoodCamp3 è stato inserito all’interno della prima rassegna BlogFest, infatti, attraverso il meraviglioso strumento che è il blog possono essere documentati con video, racconti giornalieri e immagini tutti quei processi che portano il latte appena munto dalle pecore a trasformarsi in un ottimo pecorino stagionato, proprio come già accade nell’esperienza delle aziende molisane del “Parco dei Buoioppure in quellaPerle del Molise”.
Attraverso questo processo sarà ridotta a Km 0, non tanto la distanza fisica tra produttore e consumatore, bensì fattore sicuramente decisivo, la conoscenza e la consapevolezza di quest’ultimo di trovarsi di fronte ad un prodotto curato e dalle qualità indiscutibili che lo renda più appetibile dalla clientela rispetto ad un pecorino prodotto magari dietro casa.
Un mito da sfatare è infatti quello che i prodotti biologici venduti a Km 0, perché magari coltivati vicino casa abbiano inspiegabilmente la certezza di essere più “sani” e biologici di altri magari coltivati a 10000 km distanza, ciò non è vero!
Per dimostrare ciò basti usare la metafora del responsabile di FoodCamp, Antonio Tombolini che ci ha invitato a riflettere su come si possa ottenere in Italia un caffè espresso a Km 0 di distanza…per ovvie ragioni ciò è impossibile! Con questo non significa che non si possano trovare attraverso il processo appena descritto caffè che siano dal punto di vista della documentazione fornita dal produttore migliori di altri.

A questo punto, capita l’importanza di tale processo, sembra mancare un piccolo grande passo per realizzare questo tipo di e-commerce che sono sicuro, vista la determinazione dei partecipanti ai FoodCamp non tarderà ad arrivare: ovvero quello di creare un unico ente di mediazione che certifichi che ciò che avvenga nelle aziende agroalimentari rispecchi ciò che realmente accada al loro interno e che si ponga a garanzia dei consumatori.

E’ proprio con questo impegno e con un ulteriore degustazione di un prodotto formidabile, quale l’aceto balsamico tradizionale prodotto dall’azienda Bezzecchi, sposato per l’occasione con del gelato, che degnamente si è concluso l’unico camp piacevolmente commestibile del BlogFestival

FoodCamp3: “l’appetito vien…sul blog”ultima modifica: 2008-09-14T02:28:00+02:00da inzu83
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